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30 Ottobre 2026

Verifiche di cassa trimestrali e verifica delle disponibilità liquide tramite piattaforma Siope+.

Il presente articolo trae spunto da un recente progetto esaminato dalla Commissione Arconet[1], avente ad oggetto la trasmissione delle verifiche di cassa direttamente attraverso la piattaforma SIOPE+. La semplificazione metodologica in via di introduzione, di sicuro interesse e utilità per molti operatori del Bilancio degli enti locali, dovrebbe però, a parere di chi scrive,  superare alcune criticità di riconciliazione.

La piattaforma SIOPE+, gestita da RGS e Banca d’Italia, ha visto l’avvio in forma sperimentale per alcuni enti territoriali sin dal 2005. Successivamente è stata estesa a diversi comparti della PA con specifiche tecniche in continua evoluzione. Disciplinata dall’art. 14, co. da 6 a 11, L. 196/2009 e dalle “Regole tecniche e standard per l’emissione dei documenti informatici relativi alla gestione dei servizi di tesoreria e di cassa degli enti del comparto pubblico attraverso il Sistema Siope+” del settembre 2017, giugno 2022 e successiva modifica del 3.4.2024, ha consentito una vera e propria rivoluzione tramite la tracciabilità e l’informatizzazione dei pagamenti e degli incassi delle PA coinvolte, con particolare riferimento agli enti locali.

Attraverso tale piattaforma e la sua interconnessione con la PCC[2]:

  • viene rilevato e monitorato il numero delle fatture liquidate relative ai crediti commerciali e afferente tempistica;
  • vengono classificati i titoli di spesa e di entrata (mandati e reversali) sulla base delle codifiche di bilancio della contabilità armonizzata di cui al D. Lgs. 118/2011;
  • viene monitorato il ciclo completo delle entrate e uscite comunali.

L’ordinativo di pagamento e di incasso introdotto da SIOPE+ per il monitoraggio del ciclo di cassa è l’OPI – Ordinativo di Pagamento e Incasso – in sostituzione del precedente OIL – Ordinativo Informatico Locale .

SIOPE+, tramite l’informatizzazione dei flussi ed il relativo confronto con le codifiche di bilancio, effettua in automatico dei controlli sulla correttezza formale dei flussi rispetto al Piano dei Conti del Bilancio, bloccando e restituendo al mittente i flussi che non rispettano gli standard SIOPE+.

In sintesi, il sistema SIOPE+ genera una piattaforma “dinamica” di flussi tra ente, banca tesoriera e Banca d’Italia, che solo ogni 31/12 di ogni anno vengono riconciliati per la chiusura della contabilità di cassa sia a livello tesoriere/Banca d’Italia, sia a livello di ente locale.

Principali differenze tra OIL – Ordinativo Informatico Locale – e OPI – Ordinativo di Pagamento e Incasso.

La principale differenza tra il vecchio OIL e l’OPI di Siope+ consiste nel fatto che l’OIL conteneva già la codifica di bilancio relativo al mandato/reversale ma in forma più limitata e meno strutturata rispetto allo standard OPI integrato nel sistema SIOPE+.

Le vecchie codifiche di bilancio inserite nell’OIL erano basate su voci del piano dei conti finanziario non ancora armonizzate nè standardizzate per l’automazione.

La codifica di bilancio introdotta da SIOPE+ con lo standard OPI è non solo standardizzata ma obbligatoria, e rende possibile la tracciabilità automatica dei dati di bilancio, impegni, accertamenti, pagamenti ed incassi attraverso lo standard OPI nazionale, integrato con Banca d’Italia, Corte dei Conti e PCC.

In particolare, con il vecchio sistema OIL i controlli sulla capienza degli stanziamenti – vale a dire sulle disponibilità dei bilanci degli enti – era a carico del tesoriere ma non automatico nè automatizzato.

Pertanto, qualora il tesoriere non fosse stato in grado di effettuare i controlli direttamente sul gestionale della contabilità dell’ente, poteva trovarsi nella condizione di dover eseguire un pagamento senza poter controllare la capienza dello stanziamento di addebito, fidandosi della correttezza del mandato di pagamento.

L’eventuale esecuzione di pagamenti su stanziamenti incapienti conduceva o poteva condurre a potenziali irregolarità contabili (superamento degli stanziamenti di bilancio senza propedeutica variazione di bilancio, residui di bilancio anomali, squilibri di bilancio, ecc..).

Con lo standard OPI/SIOPE+ i controlli di capienza sugli stanziamenti sono preventivi, automatizzati ed obbligatori. Ogni movimento contabile deve avere un codice SIOPE+ coerente rispetto al pagamento da eseguirsi.

 A titolo meramente esemplificativo, per liquidare una spesa di personale con SIOPE+ diventa molto complesso o quasi impossibile avvalersi dello stanziamento in uscita su altro capitolo delle spese correnti[3]. In caso di incapienza dello stanziamento l’esecuzione dell’OPI risulta bloccata e pertanto maggiore importanza assume la corretta gestione degli stanziamenti di bilancio e dei relativi impegni/accertamenti tramite le necessarie variazioni di bilancio da sottoporre a parere preventivo del revisore anche per il mantenimento degli inderogabili equilibri di bilancio, di competenza e di cassa.

Una conseguenza particolarmente importante della procedura SIOPE+, derivante dallo standard OPI, è che mentre con il vecchio OIL la responsabilità del tesoriere era meno rilevante in quanto non tenuto o impossibilitato ad assicurare il rispetto dei limiti degli stanziamenti del bilancio approvato, con l’OPI il tesoriere diventa responsabile dell’esecuzione di pagamenti nel rispetto dei limiti di bilancio, tramite ordinativi di pagamento che rispettano i controlli SIOPE+  con riferimento a capienza, vincoli, impegni e codifiche di bilancio.

La codifica SIOPE+ identifica infatti univocamente la tipologia economica della spesa, mentre il Piano dei Conti indica la classificazione finanziaria obbligatoria. Il sistema verifica automaticamente capienza e validità del bilancio prima di consentire l’invio. Quindi ogni pagamento diventa tracciabile a livello contabile e normativo.

Le riconciliazioni necessarie per le verifiche di cassa trimestrali infrannuali del revisore.

Le riconciliazioni da effettuarsi ad ogni scadenza trimestrale a livello di ente locale sono le seguenti:

  • tra Siope+[4] e contabilità di cassa comunale risultante dal gestionale dell’ente. Tale riconciliazione comporta la regolarizzazione dei provvisori di entrata e di uscita e di eventuali sostituzioni/modifiche/annullamento di mandati e/o reversali;
  • tra conto di tesoreria da Siope+, il cui saldo è comprensivo del saldo della cassa vincolata, ed il saldo di contabilità speciale di Tesoreria unificata come da Allegato B) – Prospetto delle disponibilità liquide – Decreto MEF 9.6.2016, per la determinazione puntuale del saldo di cassa vincolata;
  • tra i vari conti di tesoreria intestati all’ente locale, con particolare riferimento ai conti accesi presso il tesoriere per la riscossione delle entrate, nel rispetto dell’art. 1, co. 790, L. 160/2019, tramite gli agenti della riscossione e PagoPA (entrate da tributi locali, sanzioni al Codice della Strada, ecc.) ed il saldo di cassa risultante dai prospetti scaricabili dal siope.it;
  • tra gli eventuali conti correnti postali ed il conto di tesoreria principale dell’ente, al quale sono da riversarsi le entrate accreditate dai contribuenti direttamente nei c/c postali con cadenza almeno quindicinale.

La riconciliazione trimestrale della cassa vincolata.

Gli enti locali sono tenuti alla gestione della cassa vincolata ex artt. 180, co. 3, lett. d) e 195 del Tuel. Ogni giacenza soggetta a vincoli (PNRR, contributi statali, ecc.) è gestita dalla Banca d’Italia nel conto di contabilità speciale di tesoreria unificata acceso per l’ente presso la Banca d’Italia. La riconciliazione, da effettuarsi ad ogni verifica di cassa trimestrale, concerne quindi anche le giacenze vincolate e le somme – riscossioni/pagamenti, ecc. – che alla fine del trimestre non sono state opportunamente contabilizzate nella contabilità speciale accesa presso la Banca d’Italia, i cui flussi sono monitorati a livello centrale dalla RGS.

Gestione della cassa vincolata con Siope+.

Si propone un semplice esempio per facilitare la comprensione delle difficoltà gestionali relative alla puntuale verifica trimestrale infrannuale del saldo corretto della cassa vincolata, da evidenziarsi nella verifica di cassa trimestrale. Si ricorda, infatti, che solo una gestione contabile efficace del saldo della cassa vincolata rende possibile una congrua programmazione finanziaria dell’ente locale ed il mantenimento degli equilibri di cassa.

Si supponga, a titolo esemplificativo, che il tesoriere disponga il pagamento di un SAL per un’opera pubblica di € 100.000,00 anticipando la liquidazione con fondi liberi spendibili presso il tesoriere, presenti nel conto di tesoreria ordinario, anche nel caso della liquidazione di un SAL di opera pubblica finanziata con contributi ministeriali. L’uscita in questo caso verrà comunque registrata come vincolata, per non alterare il principio di competenza finanziaria potenziata di SIOPE+.

Successivamente, con l’effettiva disponibilità dei fondi ministeriali (vincolati all’opera pubblica), questi verranno di fatto prelevati dal tesoriere dalla contabilità speciale presso la Banca d’Italia intestata all’ente locale ed accreditati nel conto ordinario dell’ente presso il tesoriere, per compensare l’uscita anticipata. Tale operazione contabile comporterà la necessità di dover riconciliare, per ogni verifica di cassa trimestrale infrannuale, anche l’importo della cassa vincolata esistente presso la Banca d’Italia, ed attualmente esposto come da Allegato B al Decreto MEF 9.6.2016 nel saldo mensile delle giacenze di cassa della piattaforma SIOPE, open source nel sito www.siope.it. L’operazione descritta sarà tracciata nel sistema SIOPE+ e comporterà un’uscita vincolata finanziata con entrate libere solo successivamente compensata da entrate aventi natura vincolata.

È importante sottolineare che il mandato di pagamento dell’esempio sopra riportato, secondo lo standard OPI, appare sin da subito come mandato di pagamento vincolato, anche se inizialmente è stato eseguito con fondi liberi presso il tesoriere. La struttura dello standard OPI permette poi una riconciliazione automatica con successiva compensazione che non modifica il mandato. Nei prospetti di verifica delle disponibilità liquide fornite mensilmente da Siope.it tali operazioni, alla data odierna, non appaiono riconciliate e rendono pertanto indispensabile intervenire con una riconciliazione manuale per ogni verifica di cassa trimestrale infrannuale.

In sintesi, ogni verifica trimestrale intermedia in corso d’anno – con particolare riferimento alle verifiche trimestrali previste dal TUEL ex art. 223 – sarà caratterizzata da dati asimmetrici che necessitano dell’intervento dell’operatore comunale per essere riconciliati sia con le risultanze della contabilità dell’ente sia con le risultanze della Banca d’Italia.

La riconciliazione dei diversi conti di tesoreria intestati al tesoriere:

  1. I sottoconti del conto di tesoreria con apposito Iban.

Nel sistema SIOPE+ possono essere gestiti dei sottoconti di tesoreria, con apposito Iban, quali conti tecnici aperti presso la banca tesoriera per:

  • gestire separatamente specifiche tipologie di risorse (fondi vincolati, contributi PNRR, mutui, ecc.);
  • facilitare le operazioni di riconciliazione automatica;
  • garantire una sottoclassificazione coerente con la classificazione SIOPE+ (incassi da IMU, incassi tramite Agenzia Entrate-Riscossione, ecc…).

L’art. 209, co. 2, D. Lgs. 267/2000 dispone infatti che i conti dedicati siano accesi esclusivamente presso la banca tesoriera con la quale è stipulata la convenzione di tesoreria. Sul conto di tesoreria tali incassi devono altresì essere riversati giornalmente[5].

2. I conti correnti postali.

Nell’estratto conto trimestrale del tesoriere i saldi dei conti correnti postali compaiono in modo del tutto separato e disgiunto dai saldi del conto di tesoreria vero e proprio, e sono del tutto assenti nei prospetti delle giacenze di cassa disponibili mensilmente sul sito Siope.it.

Il prospetto delle disponibilità liquide SIOPE+, alla data attuale, non indica pertanto i saldi di tutti i conti correnti che partecipano al servizio di tesoreria.

Si auspica che le criticità di riconciliazione, sopra sinteticamente elencate, possano essere agevolmente superate con la trasmissione delle verifiche di cassa direttamente dalla piattaforma SIOPE+. È infatti indubbio che l’informatizzazione della procedura renderebbe meno soggettiva e di difficile interpretazione la gestione ed il monitoraggio delle liquidità gestite dagli enti locali sia a favore della miglior realizzazione degli interessi pubblici cui sono preposti, sia al fine del pieno rispetto dei vincoli di finanza pubblica cui sono sottoposti.


[1] Vedasi resoconto della Commissione Arconet MEF del 16.4.2025.

[2] PCC è l’acronimo di Piattaforma per la Certificazione dei Crediti commerciali.

[3] Si pensi ad esempio ad un addebito di spese di personale effettuato sullo stanziamento per utenze di pubblica illuminazione per incapienza dei capitoli destinati alla spesa di personale ed alle conseguenti irregolarità contabili.

[4] Tramite il sito www.siope.it è possibile accedere in open source al saldo delle disponibilità liquide di cassa di ogni ente territoriale alla fine di ogni mese, grazie ai dati trasmessi direttamente dal tesoriere alla piattaforma Siope. I dati delle giacenze di cassa della contabilità comunale devono coincidere, alla fine di ogni trimestre, con i dati visualizzabili in Siope, mediante apposita riconciliazione.

[5] Vedasi in proposito la Circolare n. 3/DF n. 46157 del 27.10.2020.

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