Nel Resoconto della Commissione Arconet del 24.9.2025 sono stati proposti alcuni aggiornamenti dei principi contabili delle previsioni di cassa del bilancio di previsione 2026, mediante l’introduzione di formule numeriche di vincolo per le previsioni di cassa (entrate e spese) e indicazioni operative su cosa fare in caso di squilibrio.
Tali integrazioni renderebbero più vincolanti e stringenti i principi vigenti.
Prima proposta:
“Il totale delle previsioni di cassa delle entrate diverse dalle partite di giro non deve superare la seguente somma algebrica:
+ totale degli stanziamenti delle entrate di competenza,
+ totale dei residui attivi alla chiusura dell’esercizio precedente,
– fondo crediti di dubbia esigibilità iscritto in bilancio,
– fondo crediti di dubbia esigibilità accantonato nel risultato di amministrazione presunto dell’esercizio precedente;“
Si può ritenere che la prima proposta rappresenti un aggiornamento interpretativo che rafforza il legame tra competenza e cassa, con un vincolo numerico più stringente.
La proposizione delimita in modo preciso un “plafond” che lega le previsioni di cassa delle entrate diverse dalle partite di giro alla somma algebrica che include: stanziamenti di competenza + residui attivi – fondo crediti di dubbia esigibilità (due volte: iscritto in bilancio e accantonato nel risultato di amministrazione presunto).
Differenza con i principi vigenti
Nei principi vigenti non si trova con questa formulazione esatta un tetto numerico espresso in questi termini (stanziamenti + residui attivi − fondi) come limite massimo delle previsioni di cassa. Si parla sì di coerenza, prudenza, riaccertamento, ma non di questa formula vincolante specifica.
Seconda proposta:
“Il totale delle previsioni dei pagamenti non deve superare la somma del fondo di cassa iniziale con il totale delle previsioni delle riscossioni.“
La seconda proposta introduce un vincolo diretto e quantitativo: la previsione dei pagamenti non può superare una sommatoria ben definita. Quindi esprime un rafforzamento del principio di equilibrio di cassa/previsioni, tradotto in obbligo operativo più stringente.
Differenza con i principi vigenti
Nei principi vigenti manca questa regola esplicita come “fondo di cassa iniziale + riscossioni previste” come massimo pagabile. Si richiede che le spese siano coerenti con le entrate e che la gestione in cassa non generi squilibri, ma non con la formulazione “pagamenti ≤ fondo di cassa iniziale + riscossioni previste” come formula generale di vincolo.
Terza proposta:
“Il totale delle previsioni di cassa delle spese diverse dalle partite di giro non deve essere inferiore alla seguente somma algebrica:
+ i residui passivi alla chiusura dell’esercizio,
+ il totale degli stanziamenti delle spese di competenza, tenendo conto delle spese con esigibilità distinta dalla scadenza di pagamento previste dai principi contabili (ad esempio, il paragrafo 5.2 lettere b) e g) dell’allegato 4/2. Al tal fine, dal totale degli stanziamenti sono escluse le spese da pagare nell’esercizio successivo e sono comprese le spese di competenza dell’esercizio precedente, da pagare nell’esercizio di riferimento;
– i residui passivi e la quota degli stanziamenti di competenza “di cui già impegnato” oggetto di contenzioso che non si prevede di chiudere nell’esercizio,
– la quota delle previsioni delle spese di competenza costituita dal “di cui fondo pluriennale vincolato”,
– gli stanziamenti degli altri fondi di spesa, esclusi i fondi di riserva, in quanto destinati a finanziare impegni e pagamenti.“
La terza proposta stabilisce un vincolo minimo per le previsioni di cassa delle spese: non possono essere inferiori a una certa somma algebrica che include residui passivi + stanziamenti di competenza (con criteri particolari) meno alcune voci dedotte.
Nei principi vigenti non è espressa come obbligo operativo con tale dettaglio numerico e vincolante.
In tal senso si tratta di un aggiornamento che mira a garantire la coerenza della previsione di cassa delle spese con impegni e residui esigibili, con maggiore rigore.
Inoltre la Commissione aggiunge questa ulteriore proposta finale:
“Al fine di garantire la coerenza tra le previsioni di competenza e le previsioni di cassa, la proposta prevede che, se il totale delle previsioni dei pagamenti non è sufficiente a far fronte al totale delle spese di competenza e dei residui che saranno effettivamente esigibili nel corso dell’esercizio, è necessario:
– assicurare il pagamento delle obbligazioni già assunte, costituite dai residui passivi esigibili e dalla quota degli stanziamenti di competenza “di cui già impegnato”;
– ridurre gli stanziamenti delle spese di competenza, in quanto trattasi di autorizzazioni di nuove spese.“
Nei principi vigenti è prevista l’esigenza di equilibrio e copertura, ma non con questa formulazione concreta e operativa come prescrizione dettagliata per la riduzione degli stanziamenti in caso di gap tra pagamenti previsti e obbligazioni assunte.
Quindi anche in questo caso si profila un aggiornamento che rende operativa una via di “aggiustamento” in fase di bilancio di previsione.
Se le proposte della Commissione Arconet saranno recepite nei principi contabili applicabili sin dal Bilancio di Previsione 2026, chiudere i bilanci entro il 31/12 sarà un’operazione evidentemente molto complessa.
Si propongono 3 casi pratici nella seguente sezione del sito “Equilibri di bilancio”, per ognuna delle proposte Arconet citate nel presente articolo. Si allega altresì un utile file excel di verifica degli esempi pratici proposti:

