L’introduzione di una più attendibile e raffinata contabilità economico-patrimoniale tramite gli standard Accrual potrebbe essere l’incentivo per la rappresentazione nel bilancio comunale di un fenomeno economico finora non correttamente o del tutto non rappresentato: l’impatto economico-patrimoniale delle convenzioni urbanistiche.
Il deficit di rappresentazione è imputabile principalmente al fatto che, a differenza degli altri appalti di opere pubbliche e relativi quadri economici, le convenzioni urbanistiche non necessitano di alcun parere di regolarità contabile del settore finanziario comunale al fine della loro approvazione. Senza volerci addentrare nel ginepraio amministrativo che ne disciplina l’adozione, al fine della presente trattazione è sufficiente poter affermare che non sempre tali convenzioni rientrano nella competenza del Consiglio comunale e pertanto, in alcuni casi, vengono sottoscritte direttamente dal notaio. Possiedono però, in tutte le varie e diversificate possibilità di adozione, un notevole contenuto economico-patrimoniale che dovrebbe essere trascritto nei documenti contabili comunali al fine della loro attendibilità.
Nel presente articolo esamineremo le novità di contabilizzazione economico-patrimoniale delle convenzioni urbanistiche implementabili grazie alla nuova metodologia Accrual, supponendo che tali convenzioni possano, in ogni caso, almeno “transitare” dal settore economico-finanziario al fine della loro rappresentazione in bilancio.
Nell’ambito della riforma della contabilità economico-patrimoniale per le pubbliche amministrazioni italiane al fine di uniformare la contabilità delle PA nazionali ai futuri standard europei del settore pubblico, gli ITAS 4, vale a dire i principi contabili Accrual elaborati dal MEF-RGS per le immobilizzazioni materiali, riservano un trattamento contabile alle opere a scomputo – opere frequenti nelle convenzioni urbanistiche di cui trattasi – innovativo rispetto alla disciplina di cui all’All. 4/3, D. Lgs. 118/2011 come si evince dalla seguente tabella di sintesi:
Tabella di confronto: “Opere a scomputo” – Principi pre-ITAS vs ITAS 4
| Aspetto | Prima dell’ITAS 4 (D. Lgs. 118/11, All. 4/3 e princ. cont. applicati) | Dopo l’ITAS 4 (Contabilità Accrual) | Innovazione introdotta |
| Norma di riferimento | Principi contabili applicati – Allegato 4/3 al D.Lgs. 118/2011 (“Contabilità economico-patrimoniale”) | ITAS 4 – Immobilizzazioni materiali (e ITAS 9 – Proventi) | Adozione principi accrual conformi a IPSAS, con maggiore dettaglio tecnico e vincolatività |
| Sistema contabile | “Competenza potenziata” (prevalenza contabilità finanziaria, contabilità patrimoniale ancillare) | Contabilità economico-patrimoniale piena (accrual) | Passaggio da logica finanziaria a logica economica: integrazione completa tra contabilità finanziaria e patrimoniale |
| Rilevazione dell’opera a scomputo | Possibile iscrizione del bene a fine lavori, ma prassi non uniforme. Spesso trattata solo in sede inventariale. | Iscrizione obbligatoria al momento del collaudo e dell’assunzione del controllo, come immobilizzazione materiale acquisita gratuitamente. | Uniformità e obbligo di rilevazione; criterio temporale più preciso (acquisizione del controllo) |
| Valutazione iniziale | Valore di stima tecnica o costo sostenuto dal privato (spesso non verificato o stimato prudenzialmente) | Valore di mercato o costo di sostituzione, al minore tra i due, se attendibili | Introduzione del concetto di “valore equivalente attendibile” (criterio IPSAS 17) |
| Contropartita contabile | Talvolta iscritta come “incremento di patrimonio netto” o “contributo in conto capitale” | Rilevazione di un provento (ITAS 9) per acquisizione gratuita di immobilizzazione | Coerenza tra patrimonio e conto economico: il provento è rilevato secondo il principio della competenza economica |
| Ammortamento | Spesso non applicato sistematicamente o gestito solo in sede di inventario | Obbligatorio e sistematico lungo la vita utile stimata, con criteri documentati | Introduzione dell’obbligatorietà e metodo sistematico |
| Verifiche periodiche | Non previste espressamente; rivalutazioni e svalutazioni episodiche | Verifica periodica obbligatoria di riduzione di valore (“impairment test”) | Rafforzamento della rappresentazione veritiera del patrimonio |
| Note integrative / informativa | Spesso assenti o generiche (solo prospetto inventariale) | Obbligo di dettagliare criteri di valutazione, vite utili, revisioni, valore residuo, perdite | Maggiore trasparenza e accountability |
| Gestione SAL | Possibile registrare in inventario o in immobilizzazioni in corso, ma senza criteri omogenei | Rilevazione come “immobilizzazioni in corso” solo se c’è trasferimento di controllo parziale | Armonizzazione con principi accrual internazionali (controllo effettivo del bene) |
| Dismissione / sostituzione | Cancellazione semplice dal patrimonio, senza effetto economico immediato | Cancellazione con rilevazione della perdita o plusvalenza nel conto economico | Introduzione del principio della competenza anche nelle dismissioni |
| Approccio patrimoniale | Accessorio rispetto alla contabilità finanziaria; bilancio patrimoniale redatto ex post | Parte integrante e strutturale del sistema contabile accrual | Rafforzamento del bilancio patrimoniale come documento principale |
| Fonti di ispirazione | Principi contabili nazionali armonizzati (Arconet) | IPSAS 17 e IFRS analoghi | Allineamento agli standard internazionali del settore pubblico |
Alla data odierna l’adozione degli ITAS è parte della riforma contabile 1.15 del PNRR resa obbligatoria solo per alcune amministrazioni selezionate per la fase “pilota” iniziata nel 2025. La disciplina delle immobilizzazioni materiali, almeno per le PA comprese nella fase pilota, tra cui gli enti locali, non è più facoltativa o residuale ma diventa pertanto elemento cruciale per l’attendibilità e la veridicità dei documenti di bilancio. (segue)

