L’art. 9, D.L. 107/2026 rappresenta un passaggio importante nel percorso di attuazione della riforma della contabilità pubblica accrual, cioè della contabilità economico-patrimoniale unica per le pubbliche amministrazioni. I primi due commi dell’articolo chiariscono due aspetti fondamentali: da un lato, quali sono i contenuti tecnici del nuovo sistema contabile; dall’altro, come tali contenuti diventeranno concretamente applicabili. La norma effettua pertanto un preciso distinguo, eliminando ogni dubbio in merito, tra la definizione tecnica del sistema e l’adozione giuridica delle nuove regole contabili.
Il comma 1, infatti, pur riconoscendo il nuovo impianto contabile – composto da quadro concettuale, standard contabili ITAS e piano dei conti unico multidimensionale, già elaborati nell’ambito della riforma 1.15 del PNRR – lo subordina, ai fini della concreta applicazione, all’emanazione di apposito decreto del Ministero dell’economia e delle finanze, su proposta della Struttura di governance prevista dall’art. 9, co. 14, D.L. 152/2021.
Quindi gli standard ITAS e gli altri documenti tecnici già definiti, approvati e pubblicati per diventare pienamente vincolanti ai fini della rendicontazione contabile sono subordinati ad un atto formale del MEF.
Particolarmente importante è la previsione secondo cui il decreto MEF dovrà intervenire “almeno nell’esercizio finanziario precedente” alla loro applicazione. Questa clausola eviterà che gli enti siano chiamati ad applicare nuove regole contabili senza un adeguato periodo di preparazione. L’adozione anticipata consente infatti di adeguare procedure, software, piano dei conti, formazione del personale e modalità di rilevazione dei dati.
Ad esempio, se il decreto MEF fosse adottato nel 2028, l’applicazione delle nuove regole potrebbe decorrere, in linea generale, dal 2029. Se invece il decreto fosse adottato nel 2029, l’applicazione ordinaria slitterebbe almeno all’esercizio successivo. La decorrenza concreta dipenderà quindi dai decreti attuativi e dalle eventuali disposizioni transitorie che saranno previste.
I commi 1 e 2 vanno dunque letti insieme. Il primo individua il contenuto del nuovo sistema contabile accrual; il secondo disciplina il meccanismo attraverso cui tale sistema entrerà effettivamente in vigore. Non basta che gli standard siano stati predisposti nell’ambito del PNRR: è necessaria la loro adozione formale con decreto ministeriale.
Tabella temporale di sintesi sull’applicazione Accrual:
| Fase | Adempimenti |
| 2025/2026 | fase pilota, schemi accrual sperimentali/conoscitivi |
| 2027-2029 | transizione, adeguamento sistemi, formazione, eventuali decreti MEF |
| 2030 | entrata a regime prevista dalla roadmap PNRR/MEF |
L’applicazione a regime della contabilità Accrual non sarà quindi nè automatica né immediata. Saranno i decreti del MEF a stabilire tempi, modalità e regole operative, garantendo almeno un esercizio finanziario di anticipo rispetto all’obbligo di applicazione.
Solo a decorrere dall’esercizio ordinario di applicazione della contabilità nativa accrual, almeno un esercizio dopo l’emanazione del relativo decreto di attuazione MEF, non si dovrà più riclassificare la contabilità finanziaria, attualmente in vigore, tramite matrice di correlazione, al fine della redazione del conto economico-patrimoniale secondo i principi contabili accrual.
Saranno i decreti MEF attuativi a disciplinare tempi, perimetro e modalità operative.

