Si propone ai gentili lettori una prima newsletter del 2026 per diffondere i primi articoli di approfondimento ed aggiornamento della Legge di Bilancio 2026 e della recente riforma della Corte dei Conti, pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale.
Se la riforma della Corte dei Conti appare intelleggibile e, piaccia o meno, aderente alla realtà istituzionale almeno degli ultimi dieci anni, la nuova Legge di Bilancio, per quanto riguarda in particolare il bilancio degli enti locali, palesa un ginepraio spinoso di nuove regole contabili.
Se si trattasse di fisica quantistica o dello studio delle Leggi di Maxwell, alla base dei nostri dispositivi Wi-Fi, la complessità deriverebbe dalla naturale difficoltà per la mente umana di comprendere fenomeni fisici, quantistici ed elettronici studiati ed approfonditi alla data odierna probabilmente solo in parte e da menti qualificate.
Ma se si parla dello stipendio di un dipendente pubblico o del bilancio di un comune, quale dovrebbe essere il motivo per creare complessi fenomeni contabili risolvibili da software sicuramente da aggiornare (e pertanto non a costo zero) e che nessun dipendente pubblico mai, esclusi forse i soli addetti ai lavori, sarà poi in grado di controllare?
Mi riferisco ad esempio – l’elenco sarebbe lunghissimo, vi proporrò infatti nei prossimi giorni un articolo per ogni comma di interesse per gli enti locali – alla differenza tra la portata del comma 237 della Legge di Bilancio ed il comma 944, del medesimo art. 1.
Il primo – si veda l’apposito articolo nel sito – porta il meno esperto di stipendi (quindi quasi tutti i dipendenti pubblici) a credere di aver beneficiato di uno sconto fiscale di 800 euro, sconto che in realtà è invece pari alla differenza tra l’aliquota effettiva annua sul reddito imponibile ed il 15% di aliquota Irpef sostitutiva. In sintesi, ipotizzando un’aliquota effettiva annua del 35%, si ridurrebbe al 20% di euro 800, vale a dire € 160 di sconto fiscale annuo, nel rispetto degli altri parametri individuati dal comma. Non era preferibile parlare di “Bonus Giorgetti di € 160” al di sotto di 50.000 di imponibile? Almeno ci saremmo risparmiati costosi aggiornamenti software e tante incomprensioni da parte dei percettori. Ma in effetti, così scritta, ai più la nuova agevolazione fiscale apparirà ben più elevata di € 160. Le Leggi di Maxwell sono intrinsecamente complesse come lo è lo studio dei fenomeni elettronici in generale. La normativa sugli stipendi è oramai così complicata che, letta congiuntamente alla riforma della Corte dei Conti, conduce a dedurre che ogni errore in materia sia giustificabile. Più pragmatico risulta invece il comma 944, che – meglio tardi che mai n.d.a. – sottopone ad imposta sostitutiva Irpef del 5% i compensi per lavoro straordinario del personale infermieristico dipendente delle strutture sanitarie, delle RSA e delle altre strutture residenziali e socioassistenziali pubbliche e private accreditate. Quando si vuole scrivere un comma in materia stipendiale o contabile chiaro e comprensibile a tutti sembra quindi che si possa fare. Pertanto un attento esame delle pagine e pagine di riforma della contabilità degli enti locali, anticipate dai resoconti della Commissione Arconet del 26 novembre e del 10 dicembre 2025 e preannunciati dal comma 659, ci attenderanno nei prossimi giorni. Esamineremo – con la stessa dovizia che meriterebbero le Leggi di Maxwell – le modifiche in via d’approvazione riguardanti la determinazione del FCDE, la rottamazione-quinquies e la riforma della riscossione con la nuova AMCO S.p.A., nonchè le novità in materia di esenzioni IMU.
Determinare e controllare l’importo di un Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità in un ente locale, i relativi accantonamenti e variazioni, anche alla luce della generale difficoltà nell’attuare serie politiche di revisione e controllo sia preventivo che consuntivo, non dovrebbe comportare la medesima competenza ingegneristico-quantitativa di chi sviluppa dispositivi Wi-Fi. A meno che a gestire i bilanci degli enti locali non mettiamo validi ingegneri elettronici con master in gestione degli enti locali. Pagati quanto? Ah sì….chi lo capisce è “bravo”.

